Ufficio delle letture - Ambrosiano
La Veglia pasquale tiene il posto dell’Ufficio delle letture. Coloro che non vi sono intervenuti, celebrano l’Ufficio delle letture scegliendo almeno quattro delle nove letture della veglia, con i rispettivi canti e le rispettive orazioni.
È bene scegliere le letture qui riportate.
Domenica di Pasqua nella resurrezione del Signore
PRIMA LETTURA
Dal libro della Genesi
Gn 22, 1-19
Il sacrificio di Isacco
In quei giorni, Dio mise alla prova Abramo e gli disse: «Abramo, Abramo!». Rispose: «Eccomi!». Riprese: «Prendi tuo figlio, il tuo unico figlio che ami, Isacco, va’ nel territorio di Mòria e offrilo in olocàusto su di un monte che io ti indicherò».
Abramo si alzò di buon mattino, sellò l’asino, prese con sé due servi e il figlio Isacco, spaccò la legna per l’olocàusto e si mise in viaggio verso il luogo che Dio gli aveva indicato. Il terzo giorno Abramo alzò gli occhi e da lontano vide quel luogo. Allora Abramo disse ai suoi servi: «Fermatevi qui con l’asino; io e il ragazzo andremo fin lassù, ci prostreremo e poi ritorneremo da voi». Abramo prese la legna dell’olocàusto e la caricò sul figlio Isacco, prese in mano il fuoco e il coltello, poi proseguirono tutt’e due insieme.
Isacco si rivolse al padre Abramo e disse: «Padre mio!». Rispose: «Eccomi, figlio mio». Riprese: «Ecco qui il fuoco e la legna, ma dov’è l’agnello per l’olocàusto?». Abramo rispose: «Dio stesso provvederà l’agnello per l’olocàusto, figlio mio!». Proseguirono tutt’e due insieme; così arrivarono al luogo che Dio gli aveva indicato; qui Abramo costruì l’altare, collocò la legna, legò il figlio Isacco e lo depose sull’altare, sopra la legna. Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio.
Ma l’angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: «Abramo, Abramo!». Rispose: «Eccomi!». L’angelo disse: «Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli alcun male! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio».
Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete impigliato con le corna in un cespuglio. Abramo andò a prendere l’ariete e lo offrì in olocàusto invece del figlio. Abramo chiamò quel luogo: «Sul monte il Signore provvede». L’angelo del Signore chiamò dal cielo Abramo per la seconda volta e disse: «Giuro per me stesso, oràcolo del Signore: perché tu hai fatto questo e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio, io ti benedirò con ogni benedizione e renderò molto numerosa la tua discendenza, come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare; la tua discendenza si impadronirà delle città dei nemici. Saranno benedette per la tua discendenza tutte le nazioni della terra, perché tu hai obbedito alla mia voce».
Abramo tornò dai suoi servi; insieme si misero in cammino verso Bersabea, e Abramo abitò a Bersabea.
SALMO RESPONSORIALE
Rit. Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Il Signore è mia parte di eredità e mio calice: *
nelle tue mani è la mia vita.
Io pongo sempre innanzi a me il Signore, *
sta alla mia destra, non posso vacillare. Rit.
Di questo gioisce il mio cuore, *
esulta la mia anima;
anche il mio corpo riposa al sicuro, *
perché non abbandonerai la mia vita nel sepolcro,
né lascerai che il tuo santo *
veda la corruzione. Rit.
Mi indicherai il sentiero della vita, †
gioia piena nella tua presenza, *
dolcezza senza fine alla tua destra. Rit.
ORAZIONE
O Dio, Padre dei credenti,
che, offrendo a tutti gli uomini
il dono della tua adozione,
moltiplichi nel mondo i figli della promessa
e nel mistero battesimale
rendi Abramo, secondo la tua parola,
padre di tutte le genti,
concedi ai popoli che ti appartengono
di accogliere degnamente
la grazia della tua chiamata.
Per Cristo nostro Signore.
SECONDA LETTURA
Dal libro dell’Esodo
Es 12, 1-12
L’agnello
In quei giorni, il Signore disse a Mosè e ad Aronne nel paese d’Egitto: «Questo mese sarà per voi l’inizio dei mesi, sarà per voi il primo mese dell’anno. Parlate a tutta la comunità di Israele e dite: Il dieci di questo mese ciascuno si procuri un agnello per famiglia, un agnello per casa.
Se la famiglia fosse troppo piccola per consumare un agnello, si assocerà al suo vicino, al più prossimo della casa, secondo il numero delle persone; calcolerete come dovrà essere l’agnello, secondo quanto ciascuno può mangiarne.
Il vostro agnello sia senza difetto, maschio, nato nell’anno; potrete sceglierlo tra le pecore o tra le capre e lo serberete fino al quattordici di questo mese: allora tutta l’assemblea della comunità di Israele lo immolerà al tramonto. Preso un po’ del suo sangue, lo porranno sui due stìpiti e sull’architrave delle case in cui lo dovranno mangiare.
In quella notte ne mangeranno la carne arrostita al fuoco; la mangeranno con azzimi e con erbe amare. Non lo mangerete crudo, né bollito nell’acqua, ma solo arrostito al fuoco, con la testa, le gambe e le viscere.
Non ne dovete far avanzare fino al mattino: quello che al mattino sarà avanzato lo brucerete nel fuoco. Ecco in qual modo lo mangerete: con i fianchi cinti, i sandali ai piedi, il bastone in mano; lo mangerete in fretta. È la Pasqua del Signore!».
CANTICO DI MOSÈ
Es 15, 1-3. 18. 19c- 21
Allora Mosè e gli Israeliti cantarono questo canto al Signore e dissero:
«Voglio cantare in onore del Signore: †
perché ha mirabilmente trionfato: *
ha gettato in mare cavallo e cavaliere.
Mia forza e mio canto è il Signore, *
egli mi ha salvato.
È il mio Dio e lo voglio lodare, *
è il Dio di mio padre e lo voglio esaltare!
Dio è prode in guerra, *
si chiama Signore.
Il Signore regna *
in eterno e per sempre!».
Gli Israeliti avevano camminato all’asciutto in mezzo al mare. Allora Maria, la profetessa, sorella di Aronne, prese in mano un timpano: dietro a lei uscirono le donne con i timpani, formando cori di danze. Maria fede loro cantare il ritornello:
«Cantate al Signore †
perché ha mirabilmente trionfato: *
ha gettato in mare cavallo e cavaliere!».
ORAZIONE
O Dio di infinito amore,
che hai comandato al tuo popolo in Egitto
di cibarsi dell’agnello,
la cui immolazione per tuo dono
avrebbe loro ridato la libertà,
salva anche noi nel sangue di Cristo,
che è il vero Agnello pasquale,
perché, liberàti dalla schiavitù del demonio,
nella verità e nella giustizia
possiamo fedelmente celebrare la nostra Pasqua
nel Signore risorto,
che vive e regna nei secoli dei secoli.
TERZA LETTURA
Dagli Atti degli Apostoli
At 2, 22-28
Discorso di Pietro alla folla
In quei giorni, Pietro parò al popolo e disse: «Uomini d’Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nazareth – uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso operò fra di voi per opera sua, come voi ben sapete –, dopo che, secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, fu consegnato a voi, voi l’avete inchiodato sulla croce per mano di empi e l’avete ucciso.
Ma Dio lo ha risuscitato, sciogliendolo dalle angosce della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere.
Dice infatti Davide a suo riguardo:
“Contemplavo sempre il Signore innanzi a me;
poiché egli sta alla mia destra,
perché io non vacilli.
Per questo si rallegrò il mio cuore
ed esultò la mia lingua;
ed anche la mia carne riposerà nella speranza,
perché tu non abbandonerai l’anima mia negli ìnferi, né permetterai che il tuo Santo veda la corruzione.
Mi hai fatto conoscere le vie della vita,
mi colmerai di gioia con la tua presenza” (cfr. Sal 15, 8-11)».
SALMO RESPONSORIALE
Rit. Venite al Signore con canti di gioia.
Celebrate il Signore, perché è buono: *
eterna è la sua misericordia.
Dica Israele che egli è buono:
eterna è la sua misericordia. Rit.
La destra del Signore si è alzata, *
la destra del Signore ha fatto meraviglie.
Non morirò, resterò in vita *
e annunzierò le opere del Signore. Rit.
La pietra scartata dai costruttori *
è diventata testata d’angolo;
ecco l’opera del Signore: *
una meraviglia ai nostri occhi. Rit.
ORAZIONE
Dio onnipotente ed eterno,
che sei mirabile in tutte le opere del tuo amore,
illumina i figli da te redenti,
perché comprendano e riconoscano
che, se fu prodigio grande all’inizio
la creazione del mondo,
prodigio ancora più adorabile e grande
nella pienezza dei tempi
è il compimento della nostra salvezza
nell’immolazione pasquale di Cristo, tuo Figlio,
che vive e regna nei secoli dei secoli.
QUARTA LETTURA
Dal vangelo secondo Matteo
Mt 28, 1-7
La tomba vuota. Messaggio dell’angelo
Passato il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l’altra Maria andarono a visitare il sepolcro.
Ed ecco che vi fu un gran terremoto: un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come la fólgore e il suo vestito bianco come la neve.
Per lo spavento che ebbero di lui le guardie tremarono tramortite. Ma l’angelo disse alle donne: «Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui. È risorto, come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: È risuscitato dai morti, e ora vi precede in Galilea; là lo vedrete. Ecco, io ve l’ho detto».
TE DEUM
Noi ti lodiamo, Dio, *
ti proclamiamo Signore.
O eterno Padre, *
tutta la terra ti adora.
A te cantano gli angeli *
e tutte le potenze dei cieli:
Santo, Santo, Santo *
il Signore Dio dell’universo.
I cieli e la terra *
sono pieni della tua Gloria.
Ti acclama il coro degli apostoli *
e la candida schiera dei martiri;
le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; *
la santa Chiesa proclama la tua gloria,
adora il tuo unico Figlio, *
e lo Spirito santo Paraclito.
O Cristo, re della gloria, *
eterno Figlio del Padre,
tu nascesti dalla Vergine Madre *
per la salvezza dell’uomo.
Vincitore della morte, *
hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. *
Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.
Soccorri i tuoi figli, Signore, *
che hai redento col tuo sangue prezioso.
Accoglici nella tua gloria *
nell’assemblea dei santi.
Salva il tuo popolo, Signore, *
guida e proteggi i tuoi figli.
Ogni giorno ti benediciamo, *
lodiamo il tuo nome per sempre.
Dégnati oggi, Signore, *
di custodirci senza peccato.
Sia sempre con noi la tua misericordia: *
in te abbiamo sperato.
Pietà di noi, Signore, *
pietà di noi.
Tu sei la nostra speranza, *
non saremo confusi in eterno.
ORAZIONE
O Padre, che nella celebrazione pasquale
hai rianimato il mondo
con la forza della grazia divina,
serbaci per sempre i doni
che l’annua festività ci ha portato,
perché nella fedeltà dei nostri fuggevoli giorni
possiamo arrivare alla vita che non finisce.
Per Cristo nostro Signore.
Quando l’Ufficio delle letture si recita nelle ore notturne o nelle prime del mattino, invece dell’orazione riportata si può sempre dire l’orazione seguente:
Allontana, o Dio, ogni tenebra
dal cuore dei tuoi servi
e dona alle nostre menti la tua luce.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.
CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.