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Agostino di Ippona 

La fede opera per mezzo dell'amore

24 aprile 2018

Fratelli, Abramo è stato giustificato per la fede (cf. Rm 4,9), ma se le opere non l'hanno preceduta, l'hanno però seguita. Sarà forse sterile la tua fede? Se tu non sei sterile, non lo sarà neppure la tua fede ... Ma tu ribatti: "Non è questo ciò che dice l'apostolo Paolo". Al contrario, Paolo dice proprio questo quando parla della fede che opera per mezzo dell'amore (Gal 5,6); e in un altro passo dice: La pienezza della Legge è dunque la carità (Rm i 3, i o); e altrove: Tutta la Legge è contenuta in un solo precetto: Amerai il prossimo tuo come te stesso (Gal 5,14) ... La carità ti permette forse di fare qualcosa di male a colui che ami? Ma forse ti accontenti di non far nulla di male, senza però fare qualcosa di buono. La carità non prega forse anche per i nemici? Può abbandonare l'amico chi desidera il bene per il nemico? Se dunque la fede è senza amore, sarà anche senza opere. Ma perché tu non stia a rimuginare riguardo alle opere della fede, aggiungi la speranza e l'amore, e non pensare a quello che farai. L'amore stesso non può restare inoperante. Che cosa è infatti che in certe persone opera perfino il male, se non l'amore? Mostrami un amore ozioso e inoperante. Non è forse l'amore che compie crimini, adulteri, delitti, omicidi, ogni genere di lussuria? Purifica dunque il tuo amore; volgi verso il giardino l'acqua che corre verso la fogna. La stessa passione che si aveva per il mondo la si volga al creatore del mondo. Vi viene forse detto: "Non amate niente"? Tutt'altro. Sareste pigri, morti, detestabili, miseri se non amaste nulla. Amate, ma state attenti a ciò che amate. L'amore di Dio, l'amore del prossimo è chiamato carità; l'amore del mondo, l'amore di questo tempo è detto concupiscenza. Sia frenata la concupiscenza, sia risvegliata la carità.