Cappelle 17- 22

Cappella XVII 
NOZZE DI CANA 

La cappella, edificata nel 1605, nel 1612 risulta già ornata di dipinti e sculture, opera mirabile dei fratelli Tabacchetti, che poi subiranno grossi e maldestri interventi ottocenteschi. 
L'edificio a pianta quadrata, presenta un pronao sostenuto da pilastri sormontati da archi, con volte a vela nella campata centrale e a crociera ai lati.   
Episodio estraneo ai Misteri del rosario. 

Ci fu una festa di nozze in Cana di Galilea e c'era là la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli dice: «Non hanno più vino». Le dice Gesù: «Che vuoi da me, o donna? Non è ancora venuta la mia ora». Sua madre dice ai servi: «Fate quello che vi dirà». C'erano là sei giare di pietra per le abluzioni, capaci da due a tre barili ciascuna. Dice loro Gesù: «Riempite le giare di acqua». Le riempirono fino all'orlo. Dice loro: «Ora attingete e portatene al direttore di mensa». Come il direttore di mensa ebbe gustata l'acqua divenuta vino…, chiama lo sposo e gli dice: «Tutti presentano dapprima il vino buono e poi, quando si è brilli, quello scadente. Tu hai conservato il vino buono fino ad ora». Questo inizio dei segni fece Gesù in Cana di Galilea.

Giovanni 2,1-11                  

 
                    Commensale                  Nozze di Cana particolare

 

 
                Terzo commensale                                       Commensali

L'interno rappresenta il racconto evangelico del miracolo della trasformazione dell'acqua in vino operato da Gesù nel corso di una festa di nozze, raffigurata molto realisticamente come una sontuosa festa di signori monferrini del Seicento, in abiti d'epoca e stoffe preziose. La scena è dominata dalle figure centrali di Gesù e di Maria. Con fedeltà al testo evangelico, la madre, con le mani e l'espressione del volto, sembra sollecitare Gesù ad intervenire, mentre Gesù, con il gesto della mano, sembra invitare la madre a pazientare. A fianco di Gesù il sommo sacerdote, con tanto di pettorale con le 12 pietre preziose (rimando alle 12 tribù d'Israele), tiene in mano il coltello, forse in attesa di essere servito. Gli sposi, sulla sinistra della tavolata, in posizione marginale, sembrano all'oscuro di quanto sta succedendo; mentre i commensali hanno l'aria sobria, anche se hanno già dato fondo alle scorte di vino, uno di loro tiene in mano quello che per i monferrini è un tartufo. Per tale motivo questo personaggio è diventato l'emblema di molte manifestazioni autunnali legate al tartufo. Sulla destra, due domestici accucciati sono alle prese con due giare: da una versano nell'altra acqua che nel travaso cambia di colore e diventa vino. 

 
                                 Particolare                      Commensale di sinistra

Sulla parete di fondo è collocata una pala d'altare, in cotto, raffigurante il convito imbandito dal padre di Tobia per il ritorno del figlio con la moglie Sara (Tobia 11,17-18). Sul soffitto, quattro medaglioni, attribuiti a Giorgio Alberini, descrivono scene di banchetti ispirati all'Antico Testamento che prefigurano quello evangelico. 
È possibile che le due figure poste all'estremità destra del tavolo siano gli autoritratti dei fratelli Giovanni e Nicola de Wespin, detti Tabachetti. 

Cappella XVIII 
CROCIFISSIONE

Già Transito di san Giuseppe

 

La cappella è posta sul percorso che procede sul lato ovest del monte, e in origine era dedicata al Transito di san Giuseppe, con sculture attribuite al Tabacchetti, ma sembra che già alla fine del XVII secolo fosse in completo abbandono, e quanto rimaneva delle sculture fu distrutto agli inizi dell'800.
Nel 1862 furono eseguiti restauri voluti dalla Commissione Promotrice, mentre nel 1887 il canonico Bussi fece rappresentare la Crocifissione di Gesù, con statue di Antonio Brilla e dipinti di Paolo Maggi. Poi, nel 1902 fu sostituita la scultura del buon ladrone.
Quinto Mistero doloroso
Quando giunsero sul luogo detto del Cranio Calvario, là crocifissero Gesù e i due malfattori… 

 
                     Crocifissione                        Il buon ladrone

Uno dei malfattori che erano stati crocifissi, lo insultava… Ma l'altro lo rimproverava: «Noi giustamente riceviamo la giusta pena per le nostre azioni, lui invece non ha fatto nulla di male». Poi aggiunse: «Gesù, ricordati di me, quando andrai nel tuo regno». Gesù gli rispose: «In verità ti dico: oggi, sarai con me in paradiso».

Era quasi l'ora sesta, quando si fece buio su tutta la terra fino all'ora nona, essendosi eclissato il sole. Il velo del tempio si squarciò a metà. E Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani raccomando il mio spirito». Detto questo, spirò… [Tra gli astanti] c'era un uomo di nome Giuseppe, nativo di Arimatea, membro del sinedrio, uomo giusto e buono…

Luca 23,33ss 

La scena della crocifissione di Gesù, diversamente da quella del Sacro Monte di Varallo, è molto spoglia e ridotta all'essenziale, con solo otto statue che raffigurano i personaggi descritti dal Vangelo. Gesù in croce, con aria di abbandono, è attorniato dai due ladroni: quello di destra, "il cattivo ladrone", sdentato e contorto, ha l'aspetto rabbioso, mentre quello di sinistra, "il buon ladrone", ha l'aria serena e volge uno sguardo pieno di fiducia verso Gesù, dal quale sarà ricompensato. 

Davanti, da destra, vediamo in successione Giuseppe d'Arimatea, discepolo discreto e fedele che si farà poi carico della sepoltura di Gesù; Giovanni che vive il suo dolore solitario; la Maddalena accasciata ed angosciata e Maria, la madre, piegata dal dolore e sostenuta da una pia donna.

 
        Affresco parete destra primo astante           Affresco parete sinistra primo astante

 

 
                   Gerusalemme avvolta dalle tenebre                          Astante di destra

La decorazione delle pareti lascia intravedere discretamente i soldati e le folle, sullo sfondo di una Gerusalemme avvolta dalle tenebre e da una luce rossastra dietro la croce, mentre un fulmine colpisce il tempio, una punizione celeste che non trova riscontro nel racconto evangelico.

Cappella XIX 
RISURREZIONE DI GESÙ
Già Deposizione di Gesù dalla Croce


La cappella, localizzata su di uno spiazzo pianeggiante, risulta già conclusa nel 1598, ed era dedicata alla Deposizione di Gesù dalla croce. Tutte le sculture attribuite a Giovanni Tabacchetti sono state distrutte agli inizi dell'Ottocento e gli affreschi, varie volte rimaneggiati.

Nel 1870 è stato eseguito il restauro della struttura muraria, ma è nel 1888 che sono stati eseguiti i lavori di trasformazione della cappella con l'abbattimento dell'atrio e il rifacimento del gruppo plastico ad opera dello scultore savonese Antonio Brilla e degli affreschi da parte del pittore torinese Luigi Morgari, completati nel 1892. L'edificio è di forma rettangolare coperto da una volta a cupola con un'abside semicircolare. 

 
                 Affresco parete sinistra            Affresco parete sinistra particolare

 Primo Mistero glorioso 

Trascorso il sabato, Maria Maddalena, Maria madre di Giacomo e Salome comprarono gli aromi per andare ad imbalsamare Gesù. Assai presto, nel primo giorno della settimana vennero al sepolcro dove era stato deposto, appena spuntò il sole. Intanto si andavano dicendo tra loro: «Chi ci farà rotolare la pietra dall'ingresso del sepolcro?». Alzato lo sguardo, però, osservarono che la pietra era stata rotolata, benché fosse molto grande! Entrate allora nel sepolcro, videro un giovane che se ne stava seduto a destra e si spaventarono. Ma egli disse loro: «Non vi spaventate! Voi cercate Gesù, il Nazareno, che è stato crocifisso. È risorto. Non è più qui». 

 
                     Affresco Volta                            Prima Donna 

Marco 16,1ss

La cappella raffigura tre momenti distinti della risurrezione di Gesù e va letta partendo dal dipinto sulla destra.
Nella scena, vivace e drammatica, rappresentata secondo la tradizionale modalità occidentale – peraltro senza riscontro nei racconti evangelici,: vediamo Gesù che esce trionfatore dalla tomba, brandendo lo stendardo della vittoria, mentre i soldati di guardia giacciono tramortiti.

 
                    Donna di sinistra                                           Tomba vuota

Al centro, invece, più fedele al racconto evangelico, il gruppo statuario raffigura non direttamente la risurrezione, ma la scoperta della tomba vuota da parte delle donne, che arrivano portando aromi e ricevono dall'angelo l'annuncio della risurrezione di Gesù. Delle tre donne, la Maddalena si distingue per gli abiti sgargianti e il capo scoperto.

Infine, il dipinto sulla sinistra rappresenta una delle numerose apparizioni del Risorto ai discepoli, quella ad un gruppo di apostoli (Pietro, Giovanni, Tommaso, Natanaele…) che erano tornati a pescare sul lago di Tiberiade. In particolare è evidenziato il dialogo serrato di Gesù con Pietro, al quale viene affidata una missione singolare all'interno del gruppo dei discepoli (Giovanni 21,1ss). 

  Cappella XX 
ASCENSIONE DI GESÙ

 

La cappella è situata sul tratto in salita che conduce al Paradiso. Non si hanno notizie certe sulla sua fondazione, e alcune fonti la vogliono costruita utilizzando i resti di un antico torrione che sorgeva nei pressi dell'antica porta di Cardalona. Le prime notizie certe risalgono al 1888 quando venne quasi completamente rinnovata, con la realizzazione dell'apparato scultoreo ad opera di Antonio e Stefano Brilla e delle pitture ad opera di Paolo Maggi.
La cappella è di forma cilindrica, sormontata da una cupola emisferica, e sull'asse centrale si trovano la porta ad arco e una finestra a forma circolare.

Secondo Mistero glorioso  

   
                 Apostolo di sinitra                         Apostolo di destra

Sul monte degli Ulivi, mentre gli apostoli] lo stavano guardando, Gesù fu levato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. Stavano con lo sguardo fisso verso il cielo, mentre egli se ne andava: ed ecco che due uomini in vesti bianche si presentarono loro dicendo: «Uomini di Galilea, perché ve ne state guardando verso il cielo? Questo Gesù che è stato assunto di mezzo a voi verso il cielo, verrà così, in quel modo come lo avete visto andarsene in cielo».

 
                                  Gruppo statuario                               Apostoli

 Atti degli Apostoli 1,9ss

La decorazione raffigura Gesù che sale al cielo, sotto gli sguardi degli 11 apostoli, manca Giuda, e di Maria, la madre, mentre angeli dipinti accompagnano la sua ascensione.

   
                             Affresco della volta                             Maria

Gli apostoli – tutti barbuti e maturi, ad eccezione di Giovanni, al centro, di spalle – sono divisi tra stupore e preghiera. Uno di essi, Giacomo il Maggiore, quello di Santiago de Cpmpostela ha un abbigliamento diverso dagli altri: bastone da viaggio, cappello, mantellina con tanto di conchiglia… quasi fosse in procinto di partire. 

Sul pavimento, dietro le spalle di Giovanni, su un accumulo di terra sono rimaste impresse le ultime impronte dei piedi di Gesù su questa terra, così care ai pellegrini medievali che si recavano a venerarle sul Monte degli Ulivi a Gerusalemme.

Cappella XXI
DISCESA DELLO SPIRITO SANTO SUGLI APOSTOLI 

La cappella è poco distante dalla sommità del monte e presenta un'architettura elegante con un portico sormontato da archi, volto a mezzogiorno è attraversato dalla strada. Con la V cappella è sicuramente una delle più eleganti della "Via Sacra". Compresa nel progetto originario del priore Massino, nel 1612 risulta già edificata nelle forme attuali.
Devastata durante la soppressione napoleonica, a metà dell'Ottocento fu sottoposta ad un primo intervento di restauro, mentre nel 1888 Antonio Brilla ha rifatto le statue e il Maggi ha restaurato e integrato gli affreschi.

Terzo Mistero glorioso

 
 Gruppo statuario Maria e gli Apostoli discesa dello spirito Santo                             Discesa dello Spirito Santo

Il giorno della Pentecoste [dieci giorni dopo l'ascensione di Gesù al cielo] volgeva al suo termine, ed essi [gli apostoli e Maria] stavano riuniti nello stesso luogo. D'improvviso vi fu dal cielo un rumore, come all'irrompere di un vento impetuoso, che riempì tutta la casa in cui si trovavano. Apparvero ad essi delle lingue come di fuoco che si dividevano e che andarono a posarsi su ciascuno di essi. Tutti furono riempiti di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, secondo che lo Spirito dava ad essi il potere di esprimersi.

Atti degli Apostoli 2,1-4

L'evento della discesa dello Spirito Santo sugli apostoli e Maria il giorno di Pentecoste si svolge in un ambiente signorile con tendaggi e temi architettonici: è il Cenacolo, la "Camera Alta" di cui parlano gli Atti degli Apostoli. Il protagonista dell'evento, lo Spirito Santo, quasi si perde nella grande sala anche se è raffigurato due volte: sul dipinto della volta, al centro di una raggiera luminosa, e, sporgente, sulla parete alle spalle di Maria. Le statue ottocentesche, in gesso dipinto, si trovano sopraelevate da due gradini e sono disposte a semicerchio. Solo Maria, al centro della scena, e qualcuno degli apostoli conserva, ancora, sul capo la fiammella, parte di quelle "lingue di fuoco" dello Spirito Santo che si erano posate su di loro, segno visibile del suo intervento. Tra gli apostoli, alcuni sono in atteggiamento di preghiera, e altri sono alle prese con i libri delle Scritture consultate e interpretate attendendo l'evento, e prima di cominciare a parlare in altre lingue.  

Cappella XXII 
ASSUNZIONE DI MARIA
 

La cappella è situata lungo il sentiero che sale al Paradiso ed è detta anche del Transito. Voluta dalla Commissione Promotrice dei restauri, venne rifatta nel 1887 e completata negli anni successivi con la decorazione scultorea (Antonio Brilla) e pittorica (Michele Brilla).
L’edificio è molto semplice e di dimensioni ridotte, a pianta quadrata ed è coperto da una volta a padiglione.  All’interno, le statue, si presentano bianche, lasciate incomplete dallo scultore che morì prima di riuscire a completarle. La tecnica costruttiva, veloce ed immediata, utilizzata per il gruppo della Vergine, ha comunque resistito nel tempo.
La scena dell’Assunzione consta di un apparato scultoreo in parte sospeso mediante sostegni in ferro e legno, costituito dalla statua della Vergine avvolta in un’ampia veste dalle pieghe accentuate, il viso e le braccia rivolte verso l’alto, il capo ornato da una raggiera. Due angeli ai lati la sollevano verso il cielo, mentre fra le nuvole ai suoi piedi emergono cherubini. Le fanno corona angioletti festanti che la accolgono su sfondo di nubi rosa affrescate sulle pareti e sulla volta.

Quarto Mistero glorioso

 
                 Visione completa del gruppo statuario                              Angelo 

Il Salvatore… ordinò dunque all'arcangelo Michele di trasportare l'anima della santa Maria. L'arcangelo Michele fece rotolare la pietra dall'ingresso della tomba, e il Signore disse: «Sorgi, amica mia e mia intima! Tu… non passerai attraverso la corruzione del corpo nel sepolcro».

Maria, risorta immediatamente dal sepolcro, benediceva il Signore e distesa ai piedi del Signore l'adorava dicendo: «Non ti posso degnamente ringraziare, Signore, per gli immensi benefici che tu ti sei degnato di concedere a me tua ancella… ». Il Signore la baciò, poi si allontanò affidando la sua anima agli angeli affinché la portassero in paradiso.
Melitone di Sardi, Transito della Beata Vergine Maria 17,1 – 18,1