T14 - Vita consacrata

«La Chiesa risponde alle nuove sfide attingendo al “senso soprannaturale della fede” e valorizzando i carismi che lo Spirito distribuisce tra i fedeli.» (p. 21)

La vita consacrata rappresenta un carisma prezioso per la Chiesa locale. Le sue molteplici forme presenti nella diocesi ambrosiana possono contribuire in modi diversi alla edificazione di una “Chiesa dalle genti”. Oltre al contributo spirituale e pastorale, consideriamo la presenza crescente di istituti religiosi provenienti da altre nazioni, come pure il significativo aumento di comunità internazionali di vita consacrata.

CONTEMPLARE IL DISEGNO DEL PADRE

«Meditiamo il mistero della croce che attrae tutti a sé, nessuno escluso; consideriamo il mistero di Gesù risorto e datore dello Spirito che chiama tutti i popoli a formare una sola famiglia. Riflettiamo sul fatto che i fedeli migranti sono in cospicua parte anzitutto dei battezzati, membra dello stesso corpo di Cristo, portatori di doni propri. Consideriamo il compito imprescindibile della Chiesa, in particolare della nostra Chiesa ambrosiana chiamata a ripensare profeticamente le proprie forme di presenza sul territorio per essere per tutti segno di unità e di inclusione intorno alla fede e alla preghiera.» (p. 22)

Il Sinodo minore sulla “Chiesa dalle genti” ci invita innanzitutto a contemplare il disegno prestabilito del Padre. Il dono dello Spirito ci abilita a una missione senza frontiere. La rivelazione trinitaria ci mostra che l’ideale dell’amore non è abolire le differenze; c’è amore solo quando c’è riconoscimento dell’altro, creando reciprocità feconde. La vita consacrata può offrire un contributo decisivo dal punto di vista della vita contemplativa e della promozione di una spiritualità inclusiva, ecumenica e missionaria.

> Come la vita consacrata può aiutare il popolo di Dio a contemplare in modo efficace il disegno del Padre di fare di tutti figli e figlie nell’unico Figlio di Dio? Come le spiritualità dei diversi istituti contribuiscono a educare al carattere missionario, universale e inclusivo della fede cristiana?
> Quale ruolo possono giocare nel Sinodo minore le comunità monastiche di vita contemplativa? Come possono custodire nella preghiera il nostro cammino e suggerire sguardi di fede sui cambiamenti in atto?
> Nel territorio della diocesi ambrosiana sono presenti forme di vita contemplativa generate da altre Chiese cristiane. La dimensione contemplativa è molto valorizzata nel mondo ecclesiale ortodosso. Quali particolari esperienze e doni possono derivare dall’incontro e dal dialogo ecumenico con queste diverse forme?

L’IMPEGNO DELLA VITA CONSACRATA PER UNA “CHIESA DALLE GENTI”

«Il futuro del cattolicesimo ambrosiano dipende da come sapremo abitare il cambiamento. Per questo il cammino sinodale che stiamo intraprendendo è decisivo. Per questo motivo sarà prezioso il contributo di ogni singola voce: a ognuno di noi lo Spirito dà carismi particolari perché insieme si possa riconoscere in modo sempre più lucido il cammino che la Chiesa, corpo di Cristo dentro la storia, sta percorrendo con l’umanità verso il Regno che il Padre ci ha preparato.» (p. 38)

> Come la vita consacrata può aiutare la realtà complessa dei migranti, sul territorio della diocesi? Quali relazioni si riescono a intrecciare? Quali iniziative si possono segnalare e progettare?
> C’è un interesse a promuovere la cura pastorale, in particolare per i fedeli provenienti da altre nazioni? Come accompagnare la fede di questi fratelli? Quale punto di riferimento può costituire per loro la vita consacrata?
> Quali processi di conversione è chiamata a vivere anche la vita consacrata, per una Chiesa dai mille volti, storie e provenienze?

ISTITUTI DI VITA CONSACRATA PROVENIENTI DALL’ESTERO

«I migranti, che in parecchi casi sono fedeli appartenenti alla Chiesa cattolica, si rivelano come una potenziale e positiva energia che spinge le nostre comunità cristiane a quella conversione pastorale che il contesto generale ci sta imponendo con sempre maggiore pressione (…) Il fenomeno della migrazione si presenta come quel kairos che ci permette di rileggere e rilanciare tutto il bagaglio della nostra tradizione ambrosiana, avendolo riletto e purificato alla luce del potere di attrazione universale della croce di Cristo. Un semplice sguardo al presbiterio e al mondo della vita consacrata ci permette di comprendere quanto siano reali le affermazioni appena fatte: sono parecchie le nostre realtà pastorali che ricevono già in questo momento i benefici della presenza di preti e religiose provenienti da altre nazioni, che con la loro dedizione e la loro fede arricchiscono e danno futuro alla nostra Chiesa ambrosiana.» (pp. 31-32)

> Quali spazi di missione trovano gli istituti di vita consacrata venuti dall’estero? In quali dimensioni pastorali sono inseriti in diocesi? Si pensi all’annuncio, al culto, alle relazioni ecclesiali, all’impegno socio-caritativo.
> Ogni realtà è portatrice di un suo dono specifico peculiare. Esiste una conoscenza reciproca, un riconoscimento di questi doni e un coordinamento tra istituti? Come la Diocesi incontra e riconosce questi doni? Come li inserisce nella pastorale ordinaria?
> Quali percorsi formativi devono assumere le consacrate e i consacrati provenienti da altri paesi per vivere la propria missione? Come si viene formati per apprezzare le specificità del cattolicesimo ambrosiano, ben visibili nella liturgia e nella pastorale?

COMUNITÀ INTERCULTURALI DI VITA CONSACRATA

«La santissima Trinità rivela che l’amore vive della differenza e dell’alterità. Questo mistero illumina definitivamente il disegno prestabilito del Padre, di renderci partecipi della vita divina, come figli e figlie nell’unico Figlio (Ef 1,5). La trama dell’amore di Dio Trinità dentro la storia riunisce, dunque, dai confini, senza uniformare od omologare le differenze, facendole cogliere come ricchezza e sinfonia.» (p. 20)

> Consapevoli che nel territorio diocesano esistono sempre più comunità di vita consacrata composte da persone provenienti da culture diverse, quale testimonianza specifica possono dare nella Chiesa ambrosiana?
> Come la vita consacrata interculturale può abitare il nuovo mondo che avanza, con le sue profonde mutazioni? Quali le sfide, le fatiche, ma anche i guadagni e le novità di una convivenza interculturale dentro la vita consacrata?
> Quale ruolo possono svolgere i consacrati e le consacrate che provengono da nazioni diverse nell’aiutare i fedeli migranti a vivere la loro fede in un nuovo contesto e insieme alla Chiesa locale? Quale ruolo essi possono svolgere nell’aiutare il cammino delle comunità ecclesiali locali perché si realizzi, nel quotidiano, l’incontro tra fedeli di culture diverse?