Giovedì santo - Messa del crisma

ALL’INGRESSO
Gesù Cristo ha fatto di noi un regno
e ci ha costituito sacerdoti per Dio, Padre suo;
a lui gloria e potenza nei secoli dei secoli. Amen.

ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
O Dio, che hai consacrato il tuo unico Figlio
con la misteriosa unzione dello Spirito Santo
e lo hai costituito Messia e Signore,
concedi a noi, partecipi della sua consacrazione,
di essere nel mondo testimoni della sua opera di salvezza.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

I LETTURA
Lettura del libro dell’Esodo
Es 30, 22-32

L’olio dell’unzione per la consacrazione dei sacerdoti e dell’altare

In quei giorni. Il Signore parlò a Mosè: «Procurati balsami pregiati: mirra vergine per il peso di cinquecento sicli; cinnamomo profumato, la metà, cioè duecentocinquanta sicli; canna aromatica, duecentocinquanta; cassia, cinquecento sicli, conformi al siclo del santuario; e un hin d’olio d’oliva. Ne farai l’olio per l’unzione sacra, un unguento composto secondo l’arte del profumiere: sarà l’olio per l’unzione sacra. Con esso ungerai la tenda del convegno, l’arca della Testimonianza, la tavola e tutti i suoi accessori, il candelabro con i suoi accessori, l’altare dell’incenso, l’altare degli olocausti e tutti i suoi accessori, il bacino con il suo piedistallo. Consacrerai queste cose, che diventeranno santissime: tutto quello che verrà a contatto con esse sarà santo.
Ungerai anche Aronne e i suoi figli e li consacrerai, perché esercitino il mio sacerdozio. Agli israeliti dirai: “Questo sarà per me l’olio dell’unzione sacra, di generazione in generazione. Non si dovrà versare sul corpo di nessun uomo e di simile a questo non ne dovrete fare: è una cosa santa e santa la dovrete ritenere”». PdD

II LETTURA
Lettura del primo libro di Samuele
1 Sam 16, 1-5, 10-13b

L’unzione di Davide

In quei giorni. Il Signore disse a Samuele: «Fino a quando piangerai su Saul, mentre io l’ho ripudiato perché non regni su Israele? Riempi d’olio il tuo corno e parti. Ti mando da Iesse il Betlemmita, perché mi sono scelto tra i suoi figli un re». Samuele rispose: «Come posso andare? Saul lo verrà a sapere e mi ucciderà». Il Signore soggiunse: «Prenderai con te una giovenca e dirai: “Sono venuto per sacrificare al Signore”. Inviterai quindi Iesse al sacrificio. Allora io ti farò conoscere quello che dovrai fare e ungerai per me colui che io ti dirò». Samuele fece quello che il Signore gli aveva comandato e venne a Betlemme; gli anziani della città gli vennero incontro trepidanti e gli dissero: «È pacifica la tua venuta?». Rispose: «È pacifica. Sono venuto per sacrificare al Signore. Santificatevi, poi venite con me al sacrificio». Fece santificare anche Iesse e i suoi figli e li invitò al sacrificio. Iesse fece passare davanti a Samuele i suoi sette figli e Samuele ripeté a Iesse: «Il Signore non ha scelto nessuno di questi». Samuele chiese a Iesse: «Sono qui tutti i giovani?». Rispose Iesse: «Rimane ancora il più piccolo, che ora sta a pascolare il gregge». Samuele disse a Iesse: «Manda a prenderlo, perché non ci metteremo a tavola prima che egli sia venuto qui». Lo mandò a chiamare e lo fece venire. Era fulvo, con begli occhi e bello di aspetto. Disse il Signore: «Àlzati e ungilo: è lui!». Samuele prese il corno dell’olio e lo unse in mezzo ai suoi fratelli, e lo spirito del Signore irruppe su Davide da quel giorno in poi. PdD

III LETTURA
Lettura del profeta Isaia
Is 61, 1-3. 6. 8-9

Voi sarete chiamati sacerdoti del Signore

In quei giorni. Isaia disse: «Lo spirito del Signore Dio è su di me,
perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione;
mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri,
a fasciare le piaghe dei cuori spezzati,
a proclamare la libertà degli schiavi,
la scarcerazione dei prigionieri,
a promulgare l’anno di grazia del Signore,
il giorno di vendetta del nostro Dio,
per consolare tutti gli afflitti,
per dare agli afflitti di Sion
una corona invece della cenere,
olio di letizia invece dell’abito da lutto,
veste di lode invece di uno spirito mesto.
Essi si chiameranno querce di giustizia,
piantagione del Signore, per manifestare la sua gloria.
Voi sarete chiamati sacerdoti del Signore,
ministri del nostro Dio sarete detti.
Vi nutrirete delle ricchezze delle nazioni,
vi vanterete dei loro beni.
Perché io sono il Signore che amo il diritto
e odio la rapina e l’ingiustizia:
io darò loro fedelmente il salario,
concluderò con loro un’alleanza eterna.
Sarà famosa tra le genti la loro stirpe,
la loro discendenza in mezzo ai popoli.
Coloro che li vedranno riconosceranno
che essi sono la stirpe benedetta dal Signore». PdD

IV LETTURA
Lettura della Prima lettera di san Pietro apostolo

1 Pt 2, 4-10

Il nuovo popolo sacerdotale

Carissimi, avvicinandovi al Signore, pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù Cristo. Si legge infatti nella Scrittura:
Ecco, io pongo in Sion
una pietra d’angolo, scelta, preziosa,
e chi crede in essa non resterà deluso.
Onore dunque a voi che credete; ma per quelli che non credono
la pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata pietra d’angolo
e sasso d’inciampo, pietra di scandalo.
Essi v’inciamparono perché non obbediscono alla Parola. A questo erano destinati. Voi invece siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui, che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa. Un tempo voi eravate non-popolo, ora invece siete popolo di Dio; un tempo eravate esclusi dalla misericordia, ora invece avete ottenuto misericordia. PdD

V LETTURA
Lettura della Lettera di san Giacomo apostolo
Gc 5, 13-16

L’unzione degli infermi nella Chiesa

Fratelli, chi tra voi è nel dolore, preghi; chi è nella gioia, canti inni di lode. Chi è malato, chiami presso di sé i presbiteri della Chiesa ed essi preghino su di lui, ungendolo con olio nel nome del Signore. E la preghiera fatta con fede salverà il malato: il Signore lo solleverà e, se ha commesso peccati, gli saranno perdonati. Confessate perciò i vostri peccati gli uni agli altri e pregate gli uni per gli altri per essere guariti. Molto potente è la preghiera fervorosa del giusto. PdD

VI LETTURA
Lettura del libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo
Ap 1, 5b-8

Gloria a Colui che ha fatto di noi un regno, sacerdoti per il suo Dio e Padre

A Colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue, che ha fatto di noi un regno, sacerdoti per il suo Dio e Padre, a lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen.
Ecco, viene con le nubi e ogni occhio lo vedrà,
anche quelli che lo trafissero,
e per lui tutte le tribù della terra
si batteranno il petto.
Sì, Amen!
Dice il Signore Dio: Io sono l’Alfa e l’Omèga, Colui che è, che era e che viene, l’Onnipotente! PdD

SALMO
Sal 88 (89), 16-17. 21-22. 25. 27

Rit. Canterò in eterno l’amore del Signore.

Beato il popolo che ti sa acclamare:
camminerà, Signore, alla luce del tuo volto;
esulta tutto il giorno nel tuo nome,
si esalta nella tua giustizia. Rit.

Ho trovato Davide, mio servo,
con il mio santo olio l’ho consacrato;
la mia mano è il suo sostegno,
il mio braccio è la sua forza. Rit.

La mia fedeltà e il mio amore saranno con lui
e nel mio nome s’innalzerà la sua fronte.
Egli mi invocherà: «Tu sei mio padre,
mio Dio e roccia della mia salvezza». Rit.

I EPISTOLA
Lettera agli Ebrei
Eb 5, 1-10

Cristo, sommo sacerdote secondo l’ordine di Melchisedek

Fratelli, ogni sommo sacerdote è scelto fra gli uomini e per gli uomini viene costituito tale nelle cose che riguardano Dio, per offrire doni e sacrifici per i peccati. Egli è in grado di sentire giusta compassione per quelli che sono nell’ignoranza e nell’errore, essendo anche lui rivestito di debolezza. A causa di questa egli deve offrire sacrifici per i peccati anche per se stesso, come fa per il popolo.
Nessuno attribuisce a se stesso questo onore, se non chi è chiamato da Dio, come Aronne. Nello stesso modo Cristo non attribuì a se stesso la gloria di sommo sacerdote, ma colui che gli disse: Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato, gliela conferì come è detto in un altro passo:
Tu sei sacerdote per sempre,
secondo l’ordine di Melchìsedek.
Nei giorni della sua vita terrena egli offrì preghiere e suppliche, con forti grida e lacrime, a Dio che poteva salvarlo da morte e, per il suo pieno abbandono a lui, venne esaudito. Pur essendo Figlio, imparò l’obbedienza da ciò che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono, essendo stato proclamato da Dio sommo sacerdote secondo l’ordine di Melchìsedek. PdD

II EPISTOLA
Lettera agli Ebrei
Eb 1, 5-13

Cristo, l’unto di Dio

Fratelli, a quale degli angeli Dio ha mai detto:
Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato?
E ancora:
Io sarò per lui padre
ed egli sarà per me figlio?
Quando invece introduce il primogenito nel mondo, dice:
Lo adorino tutti gli angeli di Dio.
Mentre degli angeli dice:
Egli fa i suoi angeli simili al vento,
e i suoi ministri come fiamma di fuoco,
al Figlio invece dice:
Il tuo trono, Dio, sta nei secoli dei secoli; e:
Lo scettro del tuo regno è scettro di equità;
hai amato la giustizia e odiato l’iniquità,
perciò Dio, il tuo Dio, ti ha consacrato
con olio di esultanza, a preferenza dei tuoi compagni.
E ancora:
In principio tu, Signore, hai fondato la terra
e i cieli sono opera delle tue mani.
Essi periranno, ma tu rimani;
tutti si logoreranno come un vestito.
Come un mantello li avvolgerai,
come un vestito anch’essi saranno cambiati;
ma tu rimani lo stesso e i tuoi anni non avranno fine.
E a quale degli angeli poi ha mai detto:
Siedi alla mia destra,
finché io non abbia messo i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi? PdD

III EPISTOLA
Lettera agli Ebrei
Eb 7, 15b-27

Il nuovo sacerdote eterno secondo l’ordine di Melchisedek e il suo unico sacrificio

Fratelli, sorge, a somiglianza di Melchisedek, un sacerdote differente, il quale non è diventato tale secondo una legge prescritta dagli uomini, ma per la potenza di una vita indistruttibile. Gli è resa infatti questa testimonianza:
Tu sei sacerdote per sempre
secondo l’ordine di Melchisedek.
Si ha così l’abrogazione di un ordinamento precedente a causa della sua debolezza e inutilità – la Legge infatti non ha portato nulla alla perfezione – e si ha invece l’introduzione di una speranza migliore, grazie alla quale noi ci avviciniamo a Dio.
Inoltre ciò non avvenne senza giuramento. Quelli infatti diventavano sacerdoti senza giuramento; costui al contrario con il giuramento di colui che gli dice:
Il Signore ha giurato e non si pentirà:
tu sei sacerdote per sempre.
Per questo Gesù è diventato garante di un’alleanza migliore.
Inoltre, quelli sono diventati sacerdoti in gran numero, perché la morte impediva loro di durare a lungo. Egli invece, poiché resta per sempre, possiede un sacerdozio che non tramonta. Perciò può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si avvicinano a Dio: egli infatti è sempre vivo per intercedere a loro favore.
Questo era il sommo sacerdote che ci occorreva: santo, innocente, senza macchia, separato dai peccatori ed elevato sopra i cieli. Egli non ha bisogno, come i sommi sacerdoti, di offrire sacrifici ogni giorno, prima per i propri peccati e poi per quelli del popolo: lo ha fatto una volta per tutte, offrendo se stesso. PdD

IV EPISTOLA
Lettera agli Ebrei
Eb 9, 1-14

Cristo, sommo sacerdote dei beni futuri

Fratelli, anche la prima alleanza aveva norme per il culto e un santuario terreno. Fu costruita infatti una tenda, la prima, nella quale vi erano il candelabro, la tavola e i pani dell’offerta; essa veniva chiamata il Santo. Dietro il secondo velo, poi, c’era la tenda chiamata Santo dei Santi, con l’altare d’oro per i profumi e l’arca dell’alleanza tutta ricoperta d’oro, nella quale si trovavano un’urna d’oro contenente la manna, la verga di Aronne, che era fiorita, e le tavole dell’alleanza. E sopra l’arca stavano i cherubini della gloria, che stendevano la loro ombra sul propiziatorio. Di queste cose non è necessario ora parlare dei particolari.
Disposte in tal modo le cose, nella prima tenda entrano sempre i sacerdoti per celebrare il culto; nella seconda invece entra solamente il sommo sacerdote, una volta all’anno, e non senza portarvi del sangue, che egli offre per se stesso e per quanto commesso dal popolo per ignoranza. Lo Spirito Santo intendeva così mostrare che non era stata ancora manifestata la via del santuario, finché restava la prima tenda. Essa infatti è figura del tempo presente e secondo essa vengono offerti doni e sacrifici che non possono rendere perfetto, nella sua coscienza, colui che offre: si tratta soltanto di cibi, di bevande e di vari abluzioni, tutte prescrizioni carnali, valide fino al tempo in cui sarebbero state riformate.
Cristo, invece, è venuto come sommo sacerdote dei beni futuri, attraverso una tenda più grande e più perfetta, non costruita da mano d’uomo, cioè non appartenente a questa creazione. Egli entrò una volta per sempre nel santuario, non mediante il sangue di capri e di vitelli, ma in virtù del proprio sangue, ottenendo così una redenzione eterna. Infatti, se il sangue dei capri e dei vitelli e la cenere di una giovenca, sparsa su quelli che sono contaminati, li santificano purificandoli nella carne, quanto più il sangue di Cristo – il quale, mosso dallo Spirito eterno, offrì se stesso senza macchia a Dio – purificherà la nostra coscienza dalle opere di morte, perché serviamo al Dio vivente? PdD

V EPISTOLA
Prima lettera di san Paolo apostoli ai Corinzi
1 Cor 1, 10-13

Non vi siano divisioni tra voi

Vi esorto, fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù Cristo a essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e di sentire. Infatti a vostro riguardo, fratelli, mi è stato segnalato dai familiari di Cloe che tra voi vi sono discordie. Mi riferisco al fatto che ciascuno di voi dice: «Io sono di Paolo», «Io invece sono di Apollo», «Io invece di Cefa», «E io di Cristo».
È forse diviso il Cristo? Paolo è stato forse crocifisso per voi? O siete stati battezzati nel nome di Paolo? PdD

CANTO AL VANGELO
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
Lo Spirito del Signore Dio è su di me:
mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri.
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

I VANGELO
Lettura del Vangelo secondo Marco
Mc 6, 7-13

Il mandato apostolico di ungere con olio gli infermi

In quel tempo. Il Signore Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto il vostri piedi come testimonianza per loro». Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano. PdS

II VANGELO
Lettura del Vangelo secondo Luca
Lc 4, 16-21

Lo Spirito del Signore è sopra di me; mi ha consacrato con l’unzione per portare il lieto annuncio

In quel tempo. Il Signore Gesù venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi,
a proclamare l’anno di grazia del Signore.
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». PdS

DOPO IL VANGELO
Lo Spirito del Signore è su di me,
mi ha consacrato con l’unzione
e inviato ad annunziare ai poveri la buona novella.
Mi ha mandato a risanare le piaghe dei cuori affranti,
a predicare la venuta del Signore.

RINNOVAZIONE DELLE PROMESSE SACERDOTALI

Dopo l’omelia, il vescovo si rivolge ai presbiteri con queste parole o con altre simili:

Figli carissimi,
nell’annuale commemorazione del giorno in cui Cristo Signore
comunicò agli apostoli e a noi il suo sacerdozio,
volete rinnovare le promesse, che al momento dell’ordinazione
avete fatto davanti al vostro vescovo e al popolo santo di Dio?

Presbiteri: Lo voglio.

Volete unirvi intimamente al Signore Gesù,
modello del nostro sacerdozio,
rinunciando a voi stessi
e confermando i sacri impegni
che, spinti dall’amore di Cristo,
avete assunto liberamente verso la sua Chiesa?

Presbiteri: Lo voglio.

Volete essere fedeli dispensatori dei misteri di Dio
per mezzo della santa eucaristia
e delle altre azioni liturgiche,
e adempiere il ministero della parola di salvezza
sull’esempio del Cristo, capo e pastore,
lasciandovi guidare non da interessi umani,
ma dall’amore per i vostri fratelli?

Presbiteri: Lo voglio.

Quindi, rivolgendosi al popolo, il vescovo continua:

E voi, figli carissimi,
pregate per i vostri sacerdoti:
che il Signore effonda su loro
l’abbondanza dei suoi doni,
perché siano fedeli ministri di Cristo, sommo sacerdote,
e vi conducano a lui, unica fonte di salvezza.

Noi ti preghiamo: ascoltaci, o Signore.

E pregate anche per me
perché sia fedele al servizio apostolico,
affidato alla mia umile persona,
e tra voi diventi, ogni giorno di più,
immagine viva e autentica
del Cristo sacerdote, buon pastore,
maestro e servo di tutti.

Noi ti preghiamo: ascoltaci, o Signore.

Il Signore ci custodisca nel suo amore
e conduca tutti noi, pastori e gregge,
alla vita eterna.

Amen.

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
Concedi, o Dio onnipotente,
che una degna celebrazione di questo rito
ci ottenga i rimedi necessari alla fragilità umana
e ci doni di usarli con viva fede
a nostra salvezza.
Per Cristo nostro Signore.

INNO

Rit. Accogli, o Redentore, il canto della nostra lode.

Giudice dei morti, unica 
speranza degli uomini,
ascolta la voce di chi ti offre
un dono simbolo della pace. Rit.

Cresciuto ai raggi fecondi della luce,
un albero ha prodotto l’olio che oggi
consacriamo: i fedeli lo offrono
adoranti al Salvatore del mondo. Rit.

Presso l’altare, supplice
nella solennità del rito, fedele
al suo ministero il vescovo
consacra il Crisma. Rit.

Dégnati tu, eterno Re del cielo,
di consacrare il frutto dell’ulivo,
segno vivo di vittoria
contro le forze del Maligno. Rit.

Il sacro Crisma
rinnovi ogni uomo;
la sua dignità ferita dalla colpa
ne sia gloriosamente risanata. Rit.

Lavata al sacro fonte,
l’anima è purificata dalle colpe;
la fronte riceve il sacro segno, i doni
dello Spirito scendono nel cuore. Rit.

Tu che sei nato dal seno del Padre
e abitasti il grembo della Vergine
effondi la tua luce e allontana
la morte da quelli che ricevono il tuo Crisma. Rit.

Sia per questo per noi giorno di festa,
senza fine, sia giorno consacrato
che non conosce volgere del tempo,
né tramonto. Rit.

SUI DONI
O Dio di misericordia,
la tua forza mirabile di questo sacrificio
tolga da noi tutto ciò che è vecchio e corrotto
e ci faccia crescere come nuove creature.
Per Cristo nostro Signore.

BENEDIZIONE DEL CRISMA
Fratelli carissimi, rivolgiamo la nostra preghiera a Dio Padre Onnipotente, perché benedica e santifichi quest’olio misto a profumo, e coloro che ne riceveranno l’unzione siano interiormente consacrati e resi partecipi della missione di Cristo Redentore.

(Pausa di preghiera silenziosa)

O Dio, fonte prima di ogni vita e autore di ogni crescita nello spirito, accogli il gioioso canto di lode che la Chiesa ti innalza con la nostra voce.
Tu in principio facesti spuntare dalla terra alberi fruttiferi e tra questi l’olivo, perché dall’olio fluente venisse a noi il dono del crisma. Il profeta Davide, misticamente presàgio dei sacramenti futuri, cantò quest’olio, che fa splendere di gioia il nostro volto.
Dopo il diluvio, lavacro espiatore dell’iniquità del mondo, la colomba portò il ramoscello d’olivo, simbolo dei beni messianici, e annunziò che sulla terra era tornata la pace.
Nella pienezza dei tempi si sono avverate le figure antiche quando, distrutti i peccati nelle acque del Battesimo, l’unzione dell’olio ha fatto riapparire sul volto dell’uomo la tua luce gioiosa.
Mosè, tuo servo, per tua volontà purificò con l’acqua il fratello Aronne e con la santa unzione lo consacrò sacerdote.
Il valore di tutti questi segni si rivelò pienamente in Gesù Cristo tuo Figlio e nostro Signore.
Quando egli chiese il battesimo a Giovanni nelle acque del fiume Giordano, allora tu hai mandato dal cielo in forma di colomba lo Spirito Santo e hai testimoniato con la tua stessa voce, che in lui, tuo Figlio unigenito, dimora tutta la tua compiacenza.
Su di lui a preferenza di tutti gli altri uomini, hai effuso l’olio di esultanza profeticamente cantato da Davide.

Ora ti preghiamo, o Padre: santifica con la tua benedizione † quest’olio, dono della tua provvidenza; impregnalo della forza del tuo Spirito e della potenza che emana dal Cristo dal cui santo nome è chiamato crisma l’olio che consacra i sacerdoti, i re, i profeti e i martiri.
Confermalo come segno sacramentale di salvezza e vita perfetta per i tuoi figli rinnovati nel lavacro spirituale del Battesimo. Questa unzione li penetri e li santifichi, perché, liberi dalla nativa corruzione e consacrati tempio della tua gloria, spandano il profumo di una vita santa.
Si compia in essi il disegno del tuo amore e la loro vita integra e pura sia in tutto conforme alla grande dignità che li riveste come re, sacerdoti e profeti. Quest’olio sia crisma di salvezza per tutti i rinati dall’acqua e dallo Spirito Santo; li renda partecipi della vita eterna e commensali al banchetto dalla tua gloria. Per Cristo nostro Signore.

Amen.

BENEDIZIONE DELL’OLIO DEI CATECUMENI
O Dio, sostegno e difesa del tuo popolo, benedici † quest’olio nel quale hai voluto donarci un segno della tua forza divina; concedi energia e vigore ai catecumeni che ne riceveranno l’unzione, perché, illuminati dalla tua sapienza, comprendano più profondamente il Vangelo di Cristo; sostenuti dalla tua potenza, assumano con generosità gli impegni della vita cristiana; fatti degni dell’adozione a figli, gustino la gioia di rinascere e vivere nella tua Chiesa. Per Cristo nostro Signore.

Amen.

PREFAZIO
È veramente cosa buona e giusta
celebrarti, o Padre,
ed esaltare il disegno
della tua infinita misericordia.
Con l’unzione dello Spirito
hai costituito il Figlio tuo unigenito
pontefice della nuova ed eterna alleanza
e hai voluto che il suo unico sacerdozio
fosse perpetuato nella Chiesa.
Egli, acquistando con il sangue un popolo nuovo,
gli concede l’onore del sacerdozio regale
e imponendo le mani ad alcuni prescelti,
li rende partecipi del suo ministero di salvezza.
Nel suo nome
essi rinnovano il sacrificio della croce
e preparano ai tuoi figli la cena pasquale;
come servi premurosi del tuo popolo,
spezzano il pane della parola
e offrono la grazia dei sacramenti.
Con la vita spesa per te a redenzione dei fratelli,
seguendo da vicino l’esempio del loro Maestro,
diano testimonianza di fede e di amore.
Per questo dono ineffabile,
insieme con gli angeli eleviamo a te, o Padre,
unico Dio col Figlio e con lo Spirito Santo,
l’inno della triplice lode:

Santo, Santo, Santo
il Signore Dio dell'universo.
I cieli e la terra sono pieni della tua gloria.
Osanna nell'alto dei cieli.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Osanna nell'alto dei cieli.

CANONE I
Padre clementissimo, noi ti supplichiamo e ti chiediamo per Gesù Cristo, tuo Figlio e nostro Signore, di accettare questi doni, + di benedire queste offerte, questo santo e immacolato sacrificio.
Noi te l'offriamo anzitutto per la tua Chiesa santa e cattolica, perché tu le dia pace e la protegga, la raccolga nell'unità e la governi su tutta la terra, con il tuo servo il nostro Papa, il nostro Vescovo [con me indegno tuo servo] e con tutti quelli che custodiscono la fede cattolica, trasmessa dagli Apostoli.
Ricòrdati, Signore, dei tuoi fedeli.
Ricòrdati di tutti i presenti, dei quali conosci la fede e la devozione: per loro ti offriamo e anch'essi ti offrono questo sacrificio di lode, e innalzano la preghiera a te, Dio eterno, vivo e vero, per ottenere a sé e ai loro cari redenzione, sicurezza di vita e salute.
In comunione con tutta la Chiesa, mentre celebriamo il giorno santissimo nel quale Gesù Cristo nostro Signore fu consegnato alla morte per noi, ricordiamo e veneriamo anzitutto la gloriosa e sempre vergine Maria, Madre del nostro Dio e Signore Gesù Cristo, san Giuseppe, suo sposo, i santi apostoli e martiri: Pietro e Paolo, Andrea, e tutti i santi; per i loro meriti e le loro preghiere donaci sempre aiuto e protezione.
Accètta con benevolenza, o Signore, l’offerta che ti presentiamo noi tuoi ministri e tutta la tua famiglia, nel giorno in cui Gesù Cristo nostro Signore: affidò ai suoi discepoli il mistero del suo Corpo e del suo Sangue, perché lo celebrassero in sua memoria. Disponi nella tua pace i nostri giorni, salvaci dalla dannazione eterna, e accoglici nel gregge degli eletti.
Santifica, o Dio, questa offerta con la potenza della tua benedizione, e degnati di accettarla a nostro favore, in sacrificio spirituale e perfetto, perché diventi per noi il corpo e il sangue del tuo amatissimo Figlio, il Signore nostro Gesù Cristo.

In questo giorno, vigilia della sua passione, sofferta per la salvezza nostra e del mondo intero, egli prese il pane nelle sue mani sante e venerabili, e alzando gli occhi al cielo a te Dio Padre suo onnipotente, rese grazie con la preghiera di benedizione, spezzò il pane, lo diede ai suoi discepoli, e disse:

Prendete, e mangiatene tutti:
questo è il mio Corpo offerto in sacrificio per voi.

Dopo la cena, allo stesso modo, prese il calice e, alzando gli occhi al cielo a te, Dio Padre suo onnipotente, rese grazie con la preghiera di benedizione, lo diede ai suoi discepoli, e disse:

Prendete, e bevetene tutti:
questo è il calice del mio Sangue per la nuova ed eterna alleanza,
versato per voi e per tutti in remissione dei peccati.
Diede loro anche questo comando:
ogni volta che farete questo lo farete in memoria di me:
predicherete la mia morte. annunzierete la mia risurrezione,
attenderete con fiducia il mio ritorno
finché di nuovo verrò a voi dal cielo.

Mistero della fede.
Tu ci hai redenti con la tua croce e la tua risurrezione: salvaci, o Salvatore del mondo.

Per questo, Padre, noi tuoi ministri e il tuo popolo santo celebriamo il memoriale della passione, della mirabile risurrezione dai morti e della gloriosa ascensione al cielo di Cristo tuo Figlio e nostro Signore; e offriamo alla tua maestà divina, tra i doni che ci hai dato, la vittima pura, santa e immacolata, il pane santo della vita eterna e il calice dell'eterna salvezza.
Tu che hai voluto accettare i doni di Abele, il giusto, il sacrificio di Abramo, nostro padre nella fede, e l'oblazione pura e santa di Melchisedech, tuo sommo sacerdote, volgi sulla nostra offerta il tuo sguardo sereno e benigno.
Ti supplichiamo, Dio onnipotente: fa' che questa offerta, per le mani del tuo angelo santo, sia portata sull'altare del cielo davanti alla tua maestà divina, perché su tutti noi che partecipiamo di questo altare, comunicando al santo mistero del corpo e sangue del tuo Figlio, scenda la pienezza di ogni grazia e di ogni benedizione.
Ricòrdati, o Padre, dei tuoi fedeli che ci hanno preceduto nel segno della fede e dormono il sonno della pace.
A loro, o Padre, e a tutti quelli che riposano in Cristo, dona la beatitudine, la luce e la pace.
Anche a noi, tuoi ministri, ultimi e peccatori, ma fiduciosi nella tua infinita misericordia, concedi, o Signore, di aver parte nella comunità dei tuoi santi apostoli e martiri: Giovanni il Battista e Giovanni l'Apostolo, Stefano, Barnaba, Agnese e Tecla e tutti i santi: ammettici a godere della loro sorte beata non per i nostri meriti, ma per la ricchezza del tuo perdono.

BENEDIZIONE DELL’OLIO DEGLI INFERMI
O Dio, Padre di ogni consolazione, che per mezzo del tuo Figlio hai voluto recare sollievo alle sofferenze degli infermi, ascolta la preghiera della nostra fede: manda dal cielo il tuo Spirito Santo Paràclito su quest’olio, frutto dell’olivo, nutrimento e sollievo del nostro corpo; effondi la tua santa † benedizione perché quanti riceveranno l’unzione ottengano conforto nel corpo, nell’anima e nello spirito, e siano liberati da ogni malattia, angoscia e dolore. Questo dono della tua creazione diventi olio santo da te benedetto per noi, nel nome del nostro Signore Gesù Cristo, per il quale tu, o Dio, crei e santifichi sempre, fai vivere, benedici e doni al mondo ogni bene per accrescere la nostra fede e liberarci dai nostri peccati.

Per Cristo Signore nostro tu, o Dio, crei e santifichi sempre, fai vivere, benedici e doni al mondo ogni bene per accrescere la nostra fede e liberarci dai nostri peccati.
Da Cristo, per Cristo e in Cristo, a te, Dio Padre onnipotente, ogni magnificenza, ogni gloriosa lode, ogni sovranità su noi e sul mondo nell'unità dello Spirito Santo, per gli infiniti secoli dei secoli.

Amen.

ALLO SPEZZARE DEL PANE
Canterò senza fine
la pietà del Signore
con la mia bocca
annunzierò a tutte le genti la tua verità.

ALLA COMUNIONE
Difensore dei deboli, protettore dei disprezzati,
salvezza di chi non spera,
Dio dei nostri padri di Israele tua eredità,
Signore dei cieli e della terra.
Creatore delle acque, Sovrano di tutto il creato,
ascolta le nostre preghiere.

DOPO LA COMUNIONE
Concedi, o Dio forte e buono,
che, nutrìti e rinnovati dai santi misteri,
diffondiamo nel mondo il buon profumo di Cristo,
che vive e regna nei secoli dei secoli.