Il tempo non va fermato:
va rigenerato

La Domenica è il giorno che genera la vita degli altri giorni

«Io vi do la mia pace.

Ma non come ve la dà il mondo».

QUARTA DOMENICA DOPO PENTECOSTE


17 giugno 2018

Dio continua ad amarci.

Continua a seguirci
e ci sostiene nella ricerca spirituale.

Ci indica come vivere da risorti
nella vita nuova portata da Gesù sulla terra.

Le Scritture odierne
suggeriscono ancora una volta quanto

Dio sia deciso

a proteggere
la gioia di vivere dell'uomo
creato a sua immagine.

Nella prima Lettura
Dio lo compie
in due modi.

Anzitutto
Dio protegge Abramo
allontanandolo da Sodoma
città destinata alla distruzione.

Dio agisce in tal modo
sia perché ama Abramo
sia perché ha promesso che l'umanità
riceverà la benedizione divina
proprio da Abramo e dalla sua discendenza.

Che ti dice il fatto che Dio abbia
legato in un tutt'uno
la fortuna personale di Abramo
con la sua missione nel mondo?

La sua gioia, intima,
con la gioia da diffondere gratuitamente
nel mondo?

Il tema della difesa della gioia di vivere
viene dalla prima Lettura
proposto anche in una seconda forma.

La distruzione di Sodoma
è decisa
a partire dal grido
che sale da questa città maledetta.

In essa, il male non ha argini.
Inonda con le sue acque fetide
ogni spazio
e fa annegare nel dolore e nella disperazione
infinite persone,
vittime inermi della una violenza
ormai trasformata in normalità.

Dio agisce
non tanto per colpire il peccato
quanto piuttosto
per liberare le vittime di esso
che "gridano".

La violenza, infatti,
colpisce implacabile e insaziabile.
E le sue vittime "gridano"
tragicamente del tutto inascoltate.
Addirittura "gridano" inutilmente.

E, qui, emerge un tema
che percorre tutta la Bibbia.

Più che punire e distruggere il peccatore,
Dio intende cancellare dalla terra
tutto il disordine eretto a sistema,
per poter fare ripartirela vita dell'uomo
in un nuovo ordine di esistenza.

Per realizzare questo progetto
decide di fare entrare l'uomo in una nuova terra
ripulita dal disordine precedente
e nella quale non ci sono più lacrime e grida.

La parabola delle nozze del Figlio del Re
riprende tutto ciò.

La festa che sta al centro del racconto
è una chiara immagine
della festa legata alla risurrezione della vita
nel mondo ripulito dal disordine.

Gli invitati rappresentano
quanti Dio chiama a seguire il Figlio
nel creare e nell'espandere sulla terra
la risurrezione della vita.

Che ti fa pensare
il rifiuto degli invitati
a "entrare" in questa festa
per poter fare tutt'altro nella loro vita?

La tua attuale vita
ricalca gli atteggiamenti e le decisioni
degli invitati della parabola?

Un punto resta da considerare.

Il finale della parabola
è molto duro. Impressiona non poco.

Quest'ultimo invitato
è entrato entusiasta alla festa.

Anche per lui
erano stati preparate vesti adeguate,
perché nessuno dei partecipanti
facesse brutta figura.

Ma quest'uomo si è abituato a vivere
senza stare attento ai particolari della sua vita.

Potremmo dire:
fa il bene,
Ma come gli viene o come gli piace.

Anche questo:
cosa ti dice?

Tu ci stai "attento"
quando fai il tuo bene?

Oppure, di molte cose neppure ti accorgi,
abituato come sei
a errori di valutazione
mai presi in seria considerazione?

In ultima analisi,
la seconda Lettura pungola non poco
i credenti superficiali e male intenzionati.

Lettura del libro della Genesi

In quei giorni. Il Signore diceva: «Devo io tenere nascosto ad Abramo quello che sto per fare, mentre Abramo dovrà diventare una nazione grande e potente e in lui si diranno benedette tutte le nazioni della terra? Infatti io l'ho scelto, perché egli obblighi i suoi figli e la sua famiglia dopo di lui a osservare la via del Signore e ad agire con giustizia e diritto, perché il Signore compia per Abramo quanto gli ha promesso». Disse allora il Signore: «Il grido di Sòdoma e Gomorra è troppo grande e il loro peccato è molto grave. Voglio scendere a vedere se proprio hanno fatto tutto il male di cui è giunto il grido fino a me; lo voglio sapere!». due angeli arrivarono a Sòdoma sul far della sera, mentre Lot stava seduto alla porta di Sòdoma. Non appena li ebbe visti, Lot si alzò, andò loro incontro e si prostrò con la faccia a terra. Quegli uomini dissero allora a Lot: «Chi hai ancora qui? Il genero, i tuoi figli, le tue figlie e quanti hai in città, falli uscire da questo luogo. Perché noi stiamo per distruggere questo luogo: il grido innalzato contro di loro davanti al Signore è grande e il Signore ci ha mandato a distruggerli». Quando apparve l'alba, gli angeli fecero premura a Lot, dicendo: «Su, prendi tua moglie e le tue due figlie che hai qui, per non essere travolto nel castigo della città». Il sole spuntava sulla terra e Lot era arrivato a Soar, quand'ecco il Signore fece piovere dal cielo sopra Sòdoma e sopra Gomorra zolfo e fuoco provenienti dal Signore. Distrusse queste città e tutta la valle con tutti gli abitanti delle città e la vegetazione del suolo. Ora la moglie di Lot guardò indietro e divenne una statua di sale. Abramo andò di buon mattino al luogo dove si era fermato alla presenza del Signore; contemplò dall'alto Sòdoma e Gomorra e tutta la distesa della valle e vide che un fumo saliva dalla terra, come il fumo di una fornace. Così, quando distrusse le città della valle, Dio si ricordò di Abramo e fece sfuggire Lot alla catastrofe, mentre distruggeva le città nelle quali Lot aveva abitato.

Salmo

Il Signore annulla i disegni delle nazioni, rende vani i progetti dei popoli. Ma il disegno del Signore sussiste per sempre, i progetti del suo cuore per tutte le generazioni.
Beata la nazione che ha il Signore come Dio, il popolo che egli ha scelto come sua eredità. Il Signore guarda dal cielo: egli vede tutti gli uomini.
Dal trono dove siede scruta tutti gli abitanti della terra, lui, che di ognuno ha plasmato il cuore e ne comprende tutte le opere.

Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

Fratelli, non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non illudetevi: né immorali, né idolatri, né adùlteri, né depravati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né calunniatori, né rapinatori erediteranno il regno di Dio. E tali eravate alcuni di voi! Ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e nello Spirito del nostro Dio. Tutto mi è lecito!». Sì, ma non tutto giova. «Tutto mi è lecito!». Sì, ma non mi lascerò dominare da nulla.

Lettura del vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù riprese a parlare loro con parabole e disse: «Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. Mandò di nuovo altri servi con quest'ordine: "Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!". Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: "La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze". Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali. Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l'abito nuziale. Gli disse: "Amico, come mai sei entrato qui senza l'abito nuziale?". Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: "Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti". Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».