Fatima

Il Santuario di Fátima è uno dei più importanti punti di riferimento del culto mariano, meta di pellegrini provenienti da tutto il mondo. Il posto dove si trova il Santuario di Fátima, la Cova da Iria, era fino al 1917 un luogo del tutto sconosciuto nel comune di Ourém, nella frazione di Fátima. Quell’anno, un evento religioso ha cambiato per sempre la sua storia: la Madonna, la Vergine del Rosario, apparve più volte a tre piccoli pastori, Jacinta e i suoi cugini Francisco e Lúcia. All’inizio, la Chiesa fu piuttosto riluttante a riconoscere il fenomeno miracoloso, che, invece, riscosse subito grande adesione popolare. Soltanto nel 1930, il vescovo di Leiria ritenne veritiere le testimonianze sulle apparizioni, e da quel momento la località ebbe un grande sviluppo, così che Fatima è divenuta dapprima una vila (cittadina), nel 1977, e poi una cidade (città), nel 1997.

.


Il santuario ha ricevuto le visite dimolti papi:  Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Anche Pio XII e Giovanni XXIII manifestarono devozione per l'evento straordinario accaduto nella località portoghese.In particolare, Giovanni Paolo II era molto legato al santuario soprattutto a causa dell'attentato subito nel 1981, proprio nella ricorrenza della Madonna di Fatima; per questo, all'interno della corona della Madonna, è stato fatto incastonare il proiettile estrattogli e, più tardi, nei pressi della basilica è stata collocata una statua dedicata al Papa.

Il santuario dista 11 km da Ourém, 25 km da Leiria, 120 km da Lisbona, 180 km da Oporto e si trova a circa 300 metri sul livello del mare, sul massiccio calcareo dell'Estremadura.
La chiesa, realizzata in stile neobarocco, è preceduta da un ampio piazzale e sorge al centro di un colonnato (200 colonne). Al di sopra del portale principale di ingresso si eleva la torre campanaria alta 65 metri.
 

Storia
delle apparizioni della Madonna di Fatima

 

Nostra Signora di Fátima (in portoghese: Nossa Senhora de Fátima) è uno degli appellativi con cui la Chiesa cattolica venera Maria, madre di Gesù. Fra le apparizioni mariane, quelle relative a Nostra Signora di Fatima sono tra le più famose. Secondo il loro racconto, tre piccoli pastori, i fratelli Francisco e Giacinta Marto (9 e 7 anni) e la loro cugina Lucia dos Santos (10 anni), il 13 maggio 1917, mentre badavano al pascolo in località Cova da Iria (Conca di Iria), vicino alla cittadina portoghese di Fátima, riferirono di aver visto scendere una nube e, al suo diradarsi, apparire la figura di una donna vestita di bianco con in mano un rosario, che identificarono con la Madonna. Dopo questa prima apparizione la donna avrebbe dato appuntamento ai bambini per il 13 del mese successivo, e così per altri 5 incontri, dal 13 maggio fino al 13 ottobre.
Le apparizioni continuarono per un po' di tempo e furono accompagnate da rivelazioni su eventi futuri, in particolare: la fine della prima guerra mondiale a breve; il pericolo di una seconda guerra ancora più devastante se gli uomini non si fossero convertiti; la minaccia comunista proveniente dalla Russia, debellabile solo mediante la Consacrazione della nazione stessa al Cuore Immacolato di Maria, per opera del Papa e di tutti i Vescovi riuniti. A conferma della promessa fatta ai tre pastorelli dalla Madonna riguardo a un evento prodigioso, il 13 ottobre 1917 molte migliaia di persone, credenti e non credenti, riferirono di aver assistito ad un fenomeno che fu chiamato "miracolo del sole". Molti dei presenti, anche a distanza di parecchi chilometri, raccontarono che mentre pioveva e spesse nubi ricoprivano il cielo, d'un tratto la pioggia cessò e le nuvole si diradarono: il disco del sole, tornato visibile, sarebbe roteato attorno a un punto esterno e ad agitarsi, divenendo multicolore e ingrandendosi, come precipitando sulla terra. 

I due fratelli Francesco e Giacinta morirono pochi anni dopo, rispettivamente nel 1919 e nel 1920, a causa dell'epidemia di spagnola che in quegli anni fece molte vittime anche in Portogallo. Lucia invece divenne monaca carmelitana scalza, e mise per iscritto nelle sue Memorie gli eventi accaduti a Fatima, così come lei stessa li aveva visti. Nel 1930 la Chiesa cattolica proclamò il carattere soprannaturale delle apparizioni e ne autorizzò il culto. A Fatima è stato edificato un santuario, visitato per la prima volta da papa Paolo VI il 13 maggio 1967, e in seguito anche da papa Giovanni Paolo II, pontefice molto legato agli avvenimenti del luogo, dove si recò più di una volta in pellegrinaggio. Secondo la dottrina cattolica queste apparizioni appartengono alla categoria delle rivelazioni private 

 

Interno

 

 

L'interno, decorato con gusto secentesco, è ad unica navata. Ai lati dell'altare maggiore si venerano le tombe dei veggenti: Giacinta e Francesco, beatificati da Giovanni Paolo II, Lucia, morta nel 2005.
La statua in legno della Madonna è custodita nella cappellina delle apparizioni, scolpita, dietro indicazioni di Lucia, dall'artista portoghese José Ferreira Thedim, nel 1920.

Cappellina delle apparizioni

 

 

È il vero cuore del Santuario. Fu la prima costruzione fatta nella Cova da Iria sul luogo delle Apparizioni della Madonna. Il posto esatto è indicato da una colonna di marmo sulla quale è posta la statua della Madonna. Qui convergono i quattro milioni di pellegrini che annualmente visitano il Santuario.

 

 

 

 

 

Monumento al Sacro Cuore di Gesù (1932)
Si innalza al centro della piazza sopra un pozzo scavato, la cui acqua è stata veicolo di molte grazie.

 

 

 

 

Muro di Berlino


All´entrata del Santuario, dal lato sud della Rettoria, si trova un monumento costituito da una sezione di cemento armato del Muro di Berlino (cominciato a costruirsi nella notte tra il 12 e il 13 Agosto del 1989). Questo blocco fu offerto per mezzo di un emigrante portoghese in Germania, il signor Virgilio Casimiro Ferreira, e qui collocato come grato ricordo dell´intervento di Dio promesso a Fatima, per la caduta del comunismo. La sezione pesa 2.600 chili e misura 3,60 metri di altezza e 1,20 metri di larghezza. 
La sistemazione del monumento è dell´architetto
J. Carlos Loureiro. Fu inaugurato il 13 Agosto 1994
.

 

 

 

Basilica della Beata Vergine del Rosario di Fatima 


 

Iniziata nel 1928 e consacrata il 7 ottobre del 1953. I 15 altari laterali, sono dedicati ai 15 Misteri del Rosario. 
Il quadro dell´Altare maggiore, rappresenta il Messaggio della Madonna ai Veggenti, preparati dall´Angelo del Portogallo attraverso il loro incontro con Cristo nell´Eucaristia. Si vede il Vescovo della Diocesi, in ginocchio sul lato sinistro, e le figure di Pio XII (che consacrò il mondo al Cuore Immacolato di Maria - 1942 - e il cui Delegato coronò la statua della Madonna - 1946), del Papa Giovanni XXIII e del Papa Paolo VI. 
Le Vetrate rappresentano scene delle Apparizioni e invocazioni delle Litanie della Madonna. Nella navata si trovano le statue dei grandi apostoli del Rosario e della devozione al Cuore Immacolato di Maria: S. Antonio Maria Claret, S. Domenico di Guzmán, S. Giovanni Eudes e S. Stefano di Ungheria. La Basilica custodisce le tombe di Francesco, Giacinta e di Suor Lucia; nella Cappella maggiore sono custoditi i resti mortali di due Vescovi: S.Ecc. Mons. José Alves Correia da Silva, primo Vescovo di Leiria, dopo la ripristinazione a Diocesi avvenuta nel 1920 e  S.Ecc. Mons. Alberto Cosme do Amaral. 
Ai lati, da destra verso sinistra, altri Santi: S. Teresa d´Avila, S. Francesco di Sales, S. Ignazio di Loiola, S. Paolo della Croce, S. Giovanni della Croce e S. Beatrice da Silva.

 

Organo

 

 

L´organo monumentale della Basilica, installato nel 1952 ha circa 12.000 canne. 
Nella parte anteriore della Basilica, sopra la colonnata, si vedono le statue dei quattro Santi portoghesi: S. Giovanni di Dio, Giovanni di Brito, S. Antonio e il Beato Nuno di Santa Maria

 

Basilica della Santissima Trinità 

Come ispirazione per l’opera nel presbiterio nel santuario della Santissima Trinità, sono stati scelti due elementi presenti nelle apparizioni di Fatima


Il messaggio di Fatima ha senza dubbio una dimensione apocalittica, comunicata e annunciata con molta misericordia, compassione e amore di Dio per gli uomini, soprattutto per quelli più deboli, cioè per i peccatori. Perciò il motivo conduttore del mosaico è l’inizio del cap. 22 dell’Apocalisse di san Giovanni, dove la piazza sulla quale è posto il trono di Dio e dell’Agnello è tutta d’oro. Anzi, l’intera città è d’oro. L’oro, già a partire dalla prima epoca patristica, è stato inteso come simbolo della santità e della fedeltà di Dio che non viene mai meno, come una luce sempre accesa che non tramonta più. Per questo il presbiterio ha come dominante questo tema della luce, anzi è tutto pervaso dal dinamismo della luce. La materia – la terracotta – che fa da supporto alla foglia d’oro, è plasmata manualmente, in modo da creare una ricca gamma di riflessi, di incrementi di luce. Le zone vengono animate da flussi di oro, secondo un ritmo che struttura la parete con una giusta tensione, sia verticale che orizzontale. Questa dinamica luminosa della parete è sostenuta da tre accenti di rosso, proprio per favorire ancora di più la percezione del mistero e della santità. Infatti, già dai tempi più remoti, anche il rosso, insieme con l’oro, alludeva al mondo del sacro, dello spirituale, di Dio. Tale dinamismo di giuste tensioni dovrebbe provocare nel cuore di chi sta in chiesa uno stato d’animo che accoglie la bellezza, cioè un mondo penetrato dalla luce e dall’amore, giacché da un punto di vista teologico la bellezza è l’amore realizzato. La comunione, l’amore, è dunque lo sfondo della parte decorativa della parete.


Poiché l’impostazione artistica della parete rispetta l’antica tradizione iconografica della Gerusalemme celeste, troviamo alla nostra sinistra – cioè alla destra dell’Agnello – la Madre di Dio, alla quale qui si uniscono i beati Jacinta e Francisco e, più indietro, suor Lucia con il rosario in mano. Seguono in prima fila sei apostoli e tre arcangeli. Dietro di loro si dischiude una moltitudine di santi, tra i quali spicca l’angolo francescano, con san Francesco, santa Chiara e san padre Pio. Sono visibili inoltre i santi Vladimir e Olga, all’origine della fede cristiana nella Russia, per il particolare legame tra Fatima e questa nazione cristiana. Dall’altro lato c’è san Giovanni Battista, colui che indicò il Figlio di Dio come l’Agnello. Seguono altri sei apostoli e quattro arcangeli. Dietro, ancora una moltitudine di santi e di angeli. Tra i santi emerge santa Elisabetta di Portogallo e la beata Teresa di Calcutta. Il primo arcangelo alla nostra sinistra è Gabriele, con il rotolo della Parola di Dio, dato che è l’angelo dell’Annunciazione. L’ultimo alla nostra destra è l’arcangelo del giudizio, con la bilancia in mano. Da sotto il trono scaturisce l’acqua “limpida come cristallo” (Ap 22,1), l’acqua della vita divina, quel fiume di vita che è lo Spirito Santo che assume e penetra tutta la storia, tutti gli uomini, tutto il cosmo e che si dà da bere a fiotti abbondanti nella Chiesa attraverso la liturgia e i sacramenti, che saranno celebrati anche in questa chiesa. Poiché nella liturgia si realizza l’evento che sorregge tutta la storia, cioè la pasqua di Cristo, con essa il fiume di acqua viva penetra in noi, veniamo afferrati dal mistero che essa rende presente e siamo trasportati alla sorgente di questo fiume, alla comunione del Padre, del Figlio e dello Spirito, dove è la vita nel suo eterno zampillare.

Alla destra e alla sinistra del trono e dei gruppi dei santi abbondano i rami dell’albero che danno dodici raccolti e producono frutti ogni mese e le cui foglie servono a guarire le nazioni (cf Ap 22,2). 
Il secondo elemento delle apparizioni di Fatima è la familiarità con il cielo. Jacinta e Francisco hanno un irrefrenabile desiderio del cielo. Lucia rimane dispiaciuta di non potervi andare subito. Questa dimensione di familiarità con il cielo è una costante dell’autentica fede cristiana, tanto è vero che nell’eucarestia avviene una convocazione universale, transtemporale e transpaziale, della Chiesa di tutti i tempi e di tutti i luoghi che si trova convocata alla Gerusalemme celeste, a cantare il suo alleluia davanti al trono dell’Agnello (cf Ap 19,1-7) con il giusto Abele, gli antichi patriarchi, i profeti, la Madre di Dio, gli apostoli, tutti i santi e sante – dunque anche con Jacinta e Francisco – fino all’ultimo uomo che nascerà. In questa chiesa avverrà tale convocazione in modo visibile, perché nella navata sarà presente l’assemblea dei fedeli di oggi in cammino nella storia, ma tramite la liturgia gli spazi e i tempi dell’assemblea che celebra si dilatano fino a inglobare in questa coesistenza della salvezza il mondo, la storia, le culture, che si offrono per diventare lo scenario dell’intervento di Dio. Dietro l’altare, il luogo del sacrificio e della comunione, si dischiude lo sguardo sul trono del Santissimo, sull’Agnello vincitore del peccato e della morte, e i santi. E’ allora un incontro “faccia a faccia” tra la Chiesa del cielo e quella della terra. Così, in un certo senso, questa chiesa ci pone nella condizione in cui erano Francisco, Jacinta e Lucia: dalla terra e dalla storia contemplavano il cielo. E’ infatti la comunione con i santi a rendere familiare il cielo. E’ perché si ama che si apre il cielo. Per quale motivo Francisco desiderava andare in cielo se non perché aveva lì qualcuno da amare? L’Agnello di Dio è colui che fa da ponte tra la terra e il cielo: in Lui Dio ci ama e in Lui noi amiamo Dio e tutti coloro che Dio ama.
 

Altre Immagini

 

 

 

 
 
 
 
 
 
La Vergine con Giacinta, Francesco e Lucia
 
 
 
 
 
 
 
 
Particolare: Santa Olga

 

 

 

 

Particolare della Beata Vergine Maria